Disordinato nella scrittura, in diversi passaggi un po' troppo scapigliata (come di rado è, invece, la chioma dell'impeccabile
starring Krysten Ritter…), benché ambientazione e cast funzionino nel generare ombroso mistero intimista: con la macchina da presa posizionata sovente in tralice e su oblique diagonali dal taglio minaccioso.
Tuttavia, tal disordine e scapigliatura collimano nondimeno con le feritoie psichiche e il petto catafratto di traumi dell'eroina medesima. Così come noi spettatori – a ben scrutarci da fuori e dentro, lungo i
Millepiani d'istanti in cui si scorre – duriamo perlopiù fatica a ravvisarci e riconoscerci come inestinguibili
Eroi o anche solo caparbi avventurieri dei nostri divenire, nell'implosione sempre acentrica delle nostre vite sospese in trame di odierni caos spesso sfidanti qualunque logica del senso.
Quindi per me, alfine, OK a JJ.
Oscuro scrutare di strade perdute, in cerca d'indizi inattesi e disancorati rispetto alle pretese dirigiste dell'invadente e maschia razionalità.
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